A giorni [in realtà ieri] padre Mario Bartolini, missionario passionista italiano attivo da trent’anni nell’Amazzonia peruviana, potrebbe essere espulso dal Perù a causa del suo impegno nella difesa dei diritti dei popoli amazzonici.
Il 26 ottobre è attesa la sentenza del processo che lo vede imputato, assieme ad alcuni dirigenti indigeni, per il delitto di «istigazione alla ribellione contro l’ordine pubblico» nell’ambito della maxi-mobilitazione indigena del maggio-giugno 2009, culminata nei sanguinosi scontri di Bagua tra manifestanti e polizia nazionale.
Si tratta di un processo di natura chiaramente politica, voluto da alcuni esponenti della maggioranza di governo per rompere l’unità del movimento indigeno e rimuovere gli ostacoli allo sfruttamento arbitrario della foresta da parte - tra gli altri - del Grupo Romero (una delle maggiori holding del Perù,
che dal 2004, attraverso una delle sue imprese, l’Agricola de Cainarachi, ha ottenuto dal governo, per pochi spiccioli, tremila ettari di foresta primaria per impiantare una piantagione di palma da olio, finalizzata alla produzione di biocombustibile).
Il 26 ottobre è attesa la sentenza del processo che lo vede imputato, assieme ad alcuni dirigenti indigeni, per il delitto di «istigazione alla ribellione contro l’ordine pubblico» nell’ambito della maxi-mobilitazione indigena del maggio-giugno 2009, culminata nei sanguinosi scontri di Bagua tra manifestanti e polizia nazionale.
Si tratta di un processo di natura chiaramente politica, voluto da alcuni esponenti della maggioranza di governo per rompere l’unità del movimento indigeno e rimuovere gli ostacoli allo sfruttamento arbitrario della foresta da parte - tra gli altri - del Grupo Romero (una delle maggiori holding del Perù,
che dal 2004, attraverso una delle sue imprese, l’Agricola de Cainarachi, ha ottenuto dal governo, per pochi spiccioli, tremila ettari di foresta primaria per impiantare una piantagione di palma da olio, finalizzata alla produzione di biocombustibile).
[aggiornamento 27.10.2010] Per ora è stata rinviata a causa di uno sciopero nazionale di 72 ore dei lavoratori del potere giudiziario la lettura della sentenza del processo contro il missionario italiano Mario Bartolini, parroco di Barranquita, e altri dirigenti della società civile della provincia di Alto Amazonas (regione di Loreto), accusati di istigazione alla ribellione e contro l’ordine pubblico durante le massicce mobilitazioni indigene del 2009 contro la politica di sfruttamento delle risorse naturali portata avanti dal governo di Lima. Non è ancora noto quanto occorrerà attendere per conoscere il verdetto, che potrebbe portare a una condanna al carcere o all’espulsione per il missionario passionista: lo sciopero potrebbe prolungarsi oltre il previsto in un clima di tensione ed è stato preceduto, a Yurimaguas, sede del dibattimento, da una vasta manifestazione di protesta organizzata dalle comunità indigene delle provincie di Alto Amazonas e del Datem del Marañón.
Per conoscere padre Mario ed entrare nella realtà dell'amazzonia c'è un sacco di materiale in internet. Per esempio qui.
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