lunedì 4 ottobre 2010

la marcia della democrazia

Ieri, domenica 3 ottobre, in Perù si è votato per le elezioni municipali e regionali. A Lima, la sfida si è svolta tra due donne: Lourdes Flores (Partido Popular Cristiano) e Susana Villaràn (Fuerza Social). Pensavo, nei giorni precedenti alle elezioni, che independentemente dal risultato questo processo elettorale sarebbe stato un successo: per la prima volta nella storia della capitale peruviana, il volto del sindaco poteva essere quello di una donna.
In Perù il voto è obbligatorio, pena una multa. Solo a Lima, gli elettori sono 5 milioni 902 mila. Questo significa che, tra le 8 di mattina e le 4 del pomeriggio, quasi 6 milioni di persone escono di casa e si riversano per le strade per raggiungere a piedi, in auto, in taxi o in bus i rispettivi seggi elettorali.
Ho voluto partecipare alla più importante e intima espressione democratica, ovviamente come
osservatrice (!), nel distretto più popolato di Lima: San Juan de Lurigancho. 577 mila gli elettori che vivono nell'immensa appendice desertica che si sviluppa al di là del fiume Rimac, alle pendici del cerro San Cristobal. Ho così intarpreso, alle due del pomeriggio, la lunga camminata per raggiungere una delle sedi elettorali. Un'avventura: per le vie, un'interminabile processione di persone, chi andava e chi tornava, ed un traffico tentacolare che si introfulava a tradimento in ogni spazio disponibile (in Perù purtroppo le auto hanno quasi sempre la precedenza sui pedoni). Al ritorno, erano ormai le tre e mezza del pomeriggio, gli ultimi ritadatari (centinaia!)correvano nella speranza di riuscire arrivare in tempo per votare, evitando così la multa, salata per le tasche dei più.
Questa passeggiata festosa, rumorosa, spericolata e frettolosa, mi ha regalato tanti volti del Perù più autentico: giovani madri camminando svelte con i figli tra le braccia, bambini trascinati controvoglia dai padri, spaesati neoelettori alla ricerca del rispettivo seggio elettorale, anziani impegnati in consumati slalom tra motitaxi e cani, venditori ambulanti di gelati, biscotti, frutta speranzosi di rifocillare gli stremati elettori (stremati più per il viaggio che per il voto!).
Questa singolare marcia della democrazia mi ha lasciato un buon sapore. Appena tornata a casa, tra la polvere e i gas di scarico, in bocca ho trovato un buon sapore di speranza.

2 commenti:

  1. Oggi ho cercato di capire qualcosa in più su queste elezioni da Gilberto, della Comunità Santo Spirito. Lui era qui durante il voto, ma quello che mi riporta è sufficiente per capire che è stato un bel casino... Tra le altre cose mi dice che tantissimi non sono riusciti a votare: come mai?

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  2. A SJL molti elettori erano convinti che si potesse votare fino alle 6 (in realtà era fino alle 4).....in ogni caso molti non sono riusciti a ad arrivare in tempo a causa del traffico e del caos che c'era per le strade. é altrettanto vero che la maggioranza ha deciso di votare dopopranzo: in mattinata la situazione era molto più tranquilla.

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